sabato 12 aprile 2008

tbilisi vista da me

Tbilisi.
Capitale della Georgia.
In piena regione caucasica.



Sono qui, come già sapete, perchè ho vinto il tirocinio MAE/CRUI presso l'Ambasciata Italiana di qui.

Sono partita piena di entusiasmo.
E sono qui dal 2 Febbraio.

A 23 giorni dalla data di ritorno a casa, posso dire con certezza che NE HO ABBASTANZA!
voglio tornare a casa mia...in Italia!

Ma cominciamo con ordine.

La Georgia era di dominazione russa.
Ora è indipendente e cerca di entrare in Europa.
La ricerca di un' identità europea (anche se, forse, + che altro vorrebbero essere americani ), è talmente spasmodica e ossessiva che, senza alcun diritto, sventolano bandiere europee accanto quelle georgiane (le cosiddette Bandiere delle 5 croci) un pò ovunque.


Dopo la scissione dall'Unione Sovietica, la Georgia è diventata + povera di prima.
Ma sempre proiettata verso la speranza di un futuro + roseo.

Io non ne capisco niente di politica ed economia, ma so che la gente che l'ha governata ha fatto solo male...

Cito: "Nel novembre 2003 migliaia di persone scesero in piazza a Tbilisi per protestare contro presunti brogli elettorali che avevano consentito ad Eduard Shevarnadze di essere rieletto Presidente della Repubblica, dando così vita alla Rivoluzione delle Rose e catapultando la Georgia sulla scena internazionale. Il nuovo governo, insediatosi nel gennaio 2004, si trovò di fronte ad una situazione particolarmente difficile dovendo rispondere alle attese di una popolazione per lo più costretta a vivere sotto la soglia minima della sopravvivenza. A tutt'oggi la sensazione che aleggia sulla Georgia, e sul Caucaso in generale, è che la Rivoluzione delle Rose, così come altre le sommosse popolari ad essa affini, sia stata una rivoluzione mancata e che tutta la regione resti sottoposta a controlli ed ingerenze esterne soprattutto da parte di Russia e Stati Uniti."

Le manifestazioni, i brogli elettorali...purtroppo continuano.
Ma sono manifestazioni molto ordinate...prevalentemente sit-in e "sleep-in"! davanti il Parlamento.



La mia esperienza qui è stata molto difficile.
Si parla e si scrive in georgiano, ovviamente! (QUESTI I CARATTERI!: ყველა ადამიანი იბადება თავისუფალი და თანასწორი თავისი ღირსებითა და უფლებებით. მათ მინიჭებული აქვთ გონება და სინდისი და ერთმანეთის მიმართ უნდა იქცეოდნენ ძმობის სულისკვეთებით.-questo è un estratto della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo-).

Ma praticamente tutti parlano russo.
Peccato che io non ne conosca una parola se non spasiba, niet, dasvidania...cose così.

Pochissimi, quasi inesistenti, parlano inglese.

Perciò ho imparato un pochino a leggere i caratteri georgiani e qualche parola giusto x la sopravvivenza...tipo:

nakhwamdis: arrivederci
madlobt: grazie / didi madloba: grazie mille
pirdapir: dritto
maargiuniu: a destra
maarzkuniu: a sinistra
arapris: prego
gamarjobat: salve
erti, ori, sami, otjri, juti: uno due tre quattro cinque
katchapuri: focaccia col formaggio!
ara: no
jo, chi, diaj: si (informale, neutro, formale)
sami lari jo?: tre lari, giusto? (da chiedere al tassista appena salita in auto!)
italis saelcho : ambasciata d'italia
moedani: piazza

fine delle mie possibilità di comunicazione!
(ovviamente ho scritto come pronuncio...)

Le monete sono lari e tetri (questi sono i centesimi).
I dollari sono molto presenti, qui.
I cambi anche.

Il cibo ottimo, ma molto ripetitivo.
Basato su focacce ripiene (specie il katchapuri---letteralmente pane al formaggio), carne (soprattutto di maiale), verdure e frutta.

Molto particolare la tradizione legata al vino (che, si dice, sia nato qui!)...
Il vino qui è visto come il nettare degli dei.
Immancabile nelle tavolate, berne è segno di prosperità.
Pensate anche alla statua della Madre Georgia:


la spada x i nemici e una coppa di vino x gli amici.

Qui si mangia davvero solo in compagnia di un sacco di gente e, se si è fortunati, si ha il piacere di far parte di un brindisi (non con la birra...attenzione che se si brinda con la birra alla vostra salute...probabilmente è alla vostra malattia che puntano!).

I brindisi qui non sono come da noi: "Salute!Cin Cin!" e arrivederci e grazie!

No!

qui durano anche tutta una notte...e sono tutti a tema.
Il capo tavola decide un argomento su cui brindare e a turno i commensali commentano e fanno il loro brindisi...

Ovviamente ci si riduce delle cicche.

In generale la gente è cmq mooolto povera.Anche se, per un invitato, è capace di mettere a tavola pure i figli.

Qui in Georgia il 70% della popolazione è povera.E un 30-40% di questa percentuale è al di sotto del limite della povertà.
A tbilisi le percentuali sono meno evidenti, ma c'è cmq una nettissima distinzione tra molto poveri e molto ricchi.

I molto poveri, in genere, sono anche molto puzzolenti secondo un'equazione strana: sono povero quindi non mi lavo...

I molto ricchi sono, invece, veramente MOLTO ricchi.

Questo si vede dai vestiti, dalle auto, dalle case e, ovviamente, dall'odore!


Le case...beh...cadenti.molto.sono catapecchie.
Molte però sono orribili da fuori, sporche, senza ascensore..ma dentro carine.
tipo la mia...

Ci sono due Università Statali, a Tbilisi, e tante associazioni culturali.
ma la cosa + bella è che sia una città artistica.
Tutto è arte e tutto fa arte.
teatri, cinema, musei...c'è di tutto.
E poi: musica, danza, folklore, sculture, poesie...letteratura...
Un magazzino immenso di cultura.

Ho avuto la fortuna di assistere qualche sera fa ad uno spettacolo del Georgian National Ballet...veramente incredibile...
Se potete cercate su YouTube: Georgian National Ballet Sukhishvili

Vedrete!

Il mio problema maggiore è stato quello della comunicazione.
Io, chiacchierona e indipendente, sono stata in silenzio per troppo tempo perchè non sapevo come farmi capire e, soprattutto, ho dovuto chiedere troppo e troppe volte a chiunque di aiutarmi/accompagnarmi/tradurre...
Una sensazione veramente orribile.
E' frustrante.
Ti senti un handicappato.

Fino a ieri ho dovuto chiedere di accompagnarmi dal veterinario x lily...e mi accomp oggi.
ho pianto.
perchè io, le mie cose, le ho sempre fatte da sola.
odio dipendere da qualcuno.
non poter decidere liberamente cosa fare, come e quando.

così come comprare una maglietta, provare dei jeans, andare dal parrucchiere....davvero pesante.


Il lavoro, invece...

Sono rimasta solo x il CV...in quanti possono dire di aver fatto tirocinio in Ambasciata?

Tornassi indietro?
Non lo so...
Dipende da cosa mi darà lavorativamente parlando quest'esperienza.
A livello personale mi ha dato poco...
Anche se mi ha aiutata a capire che sono forte, testarda...determinata!
E che non voglio lavorare nè in ambito ministeriale nè diplomatico. mai!
E dire che pensavo invece che la carriera in Ambasciata o in Consolato fosse il massimo!


Problema grave: il fatto di essere come in prigione.
Se vuoi parlare con qualcuno, in italiano, ovviamente, DEVI stare x forza con i colleghi...sempre gli stessi.

Io ho preferito prendere Lily e stare sola con lei...!
Da quando ho preso lei mi sento moooooolto meglio!

*emy*